Il Parlamento si considera, naturalmente, il custode degli interessi europei e il difensore dei diritti dei cittadini. Singolarmente o collettivamente, i cittadini europei hanno il diritto di presentare al Parlamento petizioni su questioni che rientrano nell'ambito di competenza dell'Unione europea e possono rivolgersi al «mediatore» nominato dal Parlamento (attualmente ricopre questa carica il sig. Jacob Magnus Söderman) per denunciare casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni europee.
Il Parlamento europeo attribuisce grande importanza al mantenimento di relazioni con i parlamenti nazionali che intrattiene, mediante incontri periodici tra i presidenti dei parlamenti e riunioni congiunte delle commissioni parlamentari. Questi contatti sono rafforzati dai dibattiti sulle politiche europee che si svolgono in grandi assemblee (note come «assisi parlamentari»).
I principali poteri di cui dispone il Parlamento europeo si possono così
distinguere:
poteri legislativi
| poteri in materia di bilancio
| poteri di controllo dell'esecutivo
|
Il trattato di Roma del 1957 assegnava al Parlamento soltanto un ruolo di carattere consultivo, attribuendo alla Commissione il compito di proporre e al Consiglio dei ministri quello di decidere la legislazione da adottare. I trattati successivi hanno rafforzato l'influenza del Parlamento sull'attività legislativa comunitaria, tanto che oggi, in molti campi, il potere di decisione è condiviso dal Parlamento e dal Consiglio. La procedura di consultazione prevede che il Parlamento formuli un parere prima dell'adozione da parte del Consiglio di una proposta legislativa presentata dalla Commissione. Questa procedura viene applicata, ad esempio, per la revisione dei prezzi agricoli. La procedura di cooperazione consente al Parlamento di modificare, con i propri emendamenti, le proposte di atti legislativi; prevede una doppia lettura in Parlamento e offre quindi ai deputati la possibilità di esaminare ed emendare le proposte della Commissione e le relative posizioni comuni del Consiglio. Questa procedura è applicata in numerosi campi, tra i quali il Fondo europeo di sviluppo regionale, la ricerca, l'ambiente e la cooperazione allo sviluppo. La procedura di codecisione pone su un piede di parità, nel processo legislativo, il Parlamento e il Consiglio. Il Comitato di conciliazione (che riunisce i membri del Consiglio e altrettanti rappresentanti del Parlamento, e ai cui lavori partecipa anche la Commissione) ha il compito in caso di disaccordo tra le due istituzioni, di trovare un compromesso su un testo che possa poi essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento. Se in seno al Comitato di conciliazione non si raggiunge un accordo, il Parlamento può respingere la proposta. La procedura di codecisione è applicata in svariati campi: libertà di circolazione, protezione dei consumatori, istruzione, cultura, sanità, reti transeuropee. Il parere conforme del Parlamento è previsto per gli accordi
internazionali importanti, quali l'adesione di nuovi Stati membri, gli
accordi di associazione con paesi terzi, l'organizzazione e gli obiettivi
dei fondi strutturali e del Fondo di coesione e per la definizione dei
compiti e dei poteri della futura Banca centrale europea. Deputati 626, eletti ogni 5 anni Poteri in materia di bilancio Il Parlamento europeo approva ogni anno il bilancio dell'Unione europea. La procedura di bilancio consente al Parlamento di proporre modifiche ed emendamenti alle proposte iniziali della Commissione e al progetto del Consiglio. Il Consiglio ha l'ultima parola sulle spese per la politica agricola e su quelle derivanti da accordi internazionali, ma per le altre (istruzione, programmi sociali, fondi regionali, progetti ambientali e culturali, ecc.) decide il Parlamento in stretta cooperazione con il Consiglio. In casi eccezionali, il Parlamento europeo può respingere in blocco il bilancio, come è avvenuto quando le sue richieste non sono state prese in considerazione. Spetta al presidente del Parlamento constatare che il bilancio è definitivamente adottato a conclusione delle procedure. Il controllo delle spese è compito della commissione parlamentare per il controllo di bilancio, cui spetta verificare che il denaro sia utilizzato per gli obiettivi stabiliti e contribuire alla prevenzione e all'individuazione delle frodi. Il Parlamento procede annualmente a una valutazione della gestione del bilancio da parte della Commissione prima di approvarei conti e di concedere lo «scarico» sulla base della relazione annuale della Corte dei conti. Controllo dell'esecutivo Il Parlamento esercita un controllo politico generale dell'attuazione
delle politiche comunitarie. Il potere esecutivo nell'Unione europea è
condiviso dalla Commissione e dal Consiglio dei ministri; i loro
rappresentanti si presentano regolarmente dinnanzi al Parlamento. Il Parlamento e la Commissione Il Parlamento, ogni cinque anni, interviene direttamente nella nomina del presidente e dei membri della Commissione. Inoltre, il Parlamento segue da vicino l'attività della Commissione esaminando le molte relazioni mensili e annuali che essa è tenuta a presentargli. I deputati possono formulare interrogazioni scritte e orali alla Commissione (circa 4 000 nel 1994) e porre domande ai commissari durante l'«ora delle interrogazioni», prevista nel corso delle sessioni plenarie e delle riunioni delle commissioni parlamentari. In situazioni estreme, il Parlamento può approvare una mozione di
censura sull'operato della Commissione, obbligandola a dimettersi (finora,
un caso del genere non si è mai verificato). Il Parlamento e il Consiglio Il presidente in carica del Consiglio presenta al Parlamento il proprio programma all'inizio del suo mandato e una relazione alla fine del semestre. Inoltre, egli riferisce al Parlamento sui risultati di ogni Consiglio europeo ed illustra gli sviluppi della politica estera e di sicurezza comune. I ministri presenziano alle sessioni plenarie e partecipano all'ora delle interrogazioni e ai dibattiti più importanti. Sono tenuti a rispondere alle interrogazioni scritte. All'inizio di ogni riunione del Consiglio europeo, il presidente dell'Assemblea illustra la posizione del Parlamento europeo sui temi che saranno discussi dai capi di Stato e di governo, riuscendo spesso ad influire sull'orientamento delle discussioni in programma. Organizzazione Tutti i principali movimenti politici esistenti nei paesi dell'Unione europea (dall'estrema sinistra all'estrema destra, per un totale di un centinaio di partiti) sono rappresentati nel Parlamento e sono organizzati in un numero limitato di gruppi politici (attualmente otto). La gestione generale delle attività del Parlamento è responsabilità dell'Ufficio di presidenza, composto dal presidente e dai 14 vicepresidenti. Tutti i membri sono eletti per un mandato di due anni e mezzo. Accesso del pubblico e informazione I presidenti dei gruppi politici partecipano, insieme al presidente del Parlamento, alla Conferenza dei presidenti, responsabile dell'organizzazione dei lavori del Parlamento e della praparazione dell'ordine del giorno delle sessioni plenarie. Gran parte dei lavori del Parlamento si svolgono nelle sue venti commissioni, che coprono tutti i settori d'attività dell'Unione europea, dall'agricoltura alla politica estera e di sicurezza comune, dagli affari giuridici e i diritti dei cittadini allo sviluppo e alla cooperazione. Il Parlamento intrattiene buoni rapporti con altre assemblee elette di tutto il mondo e i deputati europei incontrano regolarmente i rappresentanti di altri parlamenti nell'ambito di commissioni e delegazioni interparlamentari. Le sessioni del Parlamento europeo sono aperte alla stampa e al pubblico. Vengono pubblicati resoconti quotidiani nei giorni di seduta e rassegne periodiche delle attività del Parlamento. Informazioni sono fornite dalla Direzione generale «Informazione e relazioni pubbliche» del Parlamento, dagli uffici di rappresentanza del Parlamento nelle capitali degli Stati membri e presso gli Euro-info-point. |